Se c’è un logo che oggi vedi praticamente ovunque, dalle aule universitarie ai video nei percorsi di TikTok, è quella firma scarabocchiata inconfondibile: Stüssy. Ma come ha fatto un marchio nato a Laguna Beach nei primi anni ’80 per vendere tavole da surf a diventare, quarant’anni dopo, la divisa ufficiale della Gen Z e degli appassionati di streetwear di tutto il mondo?
Le origini: Shawn Stüssy e la tribù internazionale
Tutto è iniziato quando Shawn Stüssy ha iniziato a firmare le sue tavole da surf artigianali con un pennarello acrilico (prendendo spunto dalla firma di suo zio Jan Stussy). Per promuovere le tavole, ha iniziato a stampare quella stessa firma su t-shirt e cappellini. Il successo è stato immediato, ma la vera magia è successa quando il brand ha iniziato a viaggiare, creando la International Stüssy Tribe: una rete di DJ, skater, creativi e designer (tra cui un giovanissimo James Jebbia, che pochi anni dopo avrebbe fondato Supreme) che portavano i capi in giro per le metropoli mondiali, da New York a Tokyo.
Il segreto del successo moderno: Esclusività e design pulito
Negli ultimi anni, Stüssy ha vissuto una vera e propria rinascita. Ha ripulito la distribuzione (togliendo il brand dai negozi commerciali di fascia bassa) e si è concentrata su collaborazioni pazzesche con colossi come Nike, Our Legacy e Birkenstock.
Il brand è riuscito a fare una cosa difficilissima: rimanere accessibile nei prezzi per le t-shirt e le felpe base, ma proporre collezioni stagionali con giacche in maglia, pantaloni sartoriali e pattern d’alta moda. Non è più solo “abbigliamento da skater”, è una visione di stile completa, matura e estremamente cool.



